Ecco il testo della conferenza stampa fatta in data 22/11

Il luogo dove ci troviamo (via Tito Speri) a fare questa conferenza stampa non è certamente casuale, infatti siamo davanti ad una palazzina ACER ed in particolare ad un appartamento lasciato vuoto da prima del terremoto, luogo simbolo ma non certo l’unico infatti proprio ieri, grazie al lavoro del Comitato, abbiamo scoperto un’altra palazzina ACER, in via Vittorio Veneto 9, dove sono ben quattro gli appartamenti vuoti. Infatti se non ci stupisce il fatto che vi siano in provincia appartamenti popolari vuoti riteniamo inaccettabile che ciò avvenga in una realtà come Mirandola.

A sei mesi dal sisma l’emergenza abitativa è ancora un grosso problema; difatti la promessa del Commissario Errani del 4 giugno di rinunciare ai moduli abitativi per sistemare tutti gli sfollati negli appartamenti sfitti si è rivelata non fondata, così come tante altre del resto, e si avvicina la scadenza del 30 novembre quando tante persone alloggiate negli alberghi dovranno tornare nella Bassa, ma dove?

In particolare i dati ufficiali che abbiamo a disposizione sono le dichiarazioni del responsabile dell’anagrafe di Mirandola che nel mese di settembre ha dichiarato a RAI 3 che si stima ci siano circa 1000 appartamenti vuoti solo a Mirandola ma di questi L’ACER ne ha a disposizione solo 16 e dall’altro le dichiarazioni dell’assessore Sitta che, per giustificare il suo delirio di cementificazione, dichiara il 28 ottobre che di 1500 famiglie che avrebbero bisogno di un tetto solo 300 sono state accontentate. E le altre? Qualcuno ha scelto il CAS che però tarda ad arrivare, fino ad ora sono stati erogati solo quelli riferiti a giugno e luglio e la preoccupazione in vista della scadenza di maggio aumenta,  qualcun altro ha deciso di “sistemarsi” in tenda o roulotte e tanti altri sono stati trasferiti negli alberghi con enormi disagi per le persone e con un esborso economico altissimo (40€ a persona al giorno), fondi che ovviamente vengono presi dal fondo per la ricostruzione.

Allora ci chiediamo perché il Commissario Errani e l’ACER non abbiano voluto mettere in campo politiche incisive per reperire gli alloggi sfitti. Infatti da un lato capiamo le esigenze dei piccoli proprietari ma dall’altro riteniamo inaccettabile che non si siano messe in campo azioni nei confronti di chi possiede grandi patrimoni immobiliari e che ricevono parecchi soldi dalle Amministrazioni come le grandi imprese di costruzione (che tutt’ora ricevono molti appalti dai comuni terremotati) e le banche (alle quali vengono affidate tutte le procedure per i rimborsi).

Un percorso, quello di reperire le case sfitte invece che sperperare soldi per alberghi o moduli abitativi, più che possibile come dimostra la situazione di Carpi e Finale dove rinunceranno ai container in quanto sistemeranno tutte le persone negli alloggi sfitti.

Altra questione ancora irrisolta è l’aumento esponenziale delle garanzie e del costo degli affitti, vero e proprio scandalo in una situazione come quella odierna ma che nessuno ha veramente intenzione di risolvere, a parte le dichiarazioni rilasciate da molti amministratori sui giornali che però sanno di campagna elettorale.

In definitiva chiediamo che vengano messe in campo tutte le possibilità per risolvere questa questione, anche se parecchio in ritardo, e che, almeno per una volta, il Commissario Errani mantenga le promesse.

Comunque invitiamo tutti i cittadini a scendere in piazza il 24 Novembre per reclamare i propri diritti e a partecipare alle assemblee del Comitato ogni Mercoledì alle 21 presso la casetta di via Pollastri angolo via Pozzetti a Mirandola, a fianco della SNAI

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