390177_298448140272180_772002773_nLa manifestazione di sabato 24 Novembre a Mirandola ha visto la partecipazione di tantissimi cittadini/e che hanno deciso di scendere in strada, a 6 mesi dal sisma, per rivendicare i propri diritti e per accendere i riflettori sulla ricostruzione che ancora sembra un miraggio.
Ci riteniamo molto soddisfatti della mobilitazione sia per quanto riguarda la partecipazione sia per i contenuti espressi da quel corteo; un lavoro di costruzione lungo alcuni mesi che ci ha visto girare per molti comuni del cratere per soddisfare il bisogno dei cittadini di essere informati sulle tante ombre del post-sisma.
A fronte della grande partecipazione di cittadini il dato c’è stata la totale assenza  delle Istituzioni, che hanno deciso di non prendere parte alla manifestazione. In particolare ci vogliamo soffermare sulla mancata presenza dei sindaci, in quanto riteniamo grave che in piazza ci fossero i terremotati ma non i loro rappresentanti che hanno perso un’ottima occasione per riavvicinarsi al territorio dopo mesi che hanno marcato, con le dovute differenze, un progressivo allontanamento delle Istituzioni dai problemi reali che si vivono nel cratere. Poi ci ha lasciato ulteriormente esterrefatti la volontà di non rilasciare dichiarazioni sulla manifestazione, facendo finta che nulla sia accaduto, proseguendo quindi con quel clima di silenzio mediatico che ha purtroppo caratterizzato questi mesi.
Credevamo che, dopo la conferenza stampa congiunta di venerdì 23 Novembre in cui, per la prima volta,  i nostri rappresentati hanno ufficialmente messo in discussione gli ordini governativi, la naturale conseguenza fosse la loro partecipazione al corteo per dimostrare la vicinanza alla propria gente. Certo, la conferenza stampa dei Sindaci ci ha lasciato un po’ perplessi sia per le rivendicazioni espresse che riteniamo decisamente parziali (soprattutto la non-richiesta  del 100%) sia per il fatto che la conclusione sia stata l’auspicio dell’accoglimento di emendamenti migliorativi al senato. Insomma, non  vorremmo dover leggere questa operazione come un tentativo di ammorbidire il malcontento che si vive nella bassa, anche in ottica elettorale.
Chi invece ha preso parola è stato il Commissario Errani (tramite le interviste di questi giorni) che ha elogiato il proprio operato e, di fatto, sposato la linea del Governo. In particolare riteniamo inaccettabile il ragionamento per cui dovremmo accontentarci dell’80% del rimborso in quanto ottimo risultato, in tempo di crisi; risultato  che rende impossibile per molti accedere alla ricostruzione in quanto non in grado di anticipare quel teorico 20% rimanente.
Purtroppo in questo territorio, già colpito duramente dalla crisi, tantissime famiglie hanno dovuto sostenere spese molto alte per la fase di emergenza e molti altri hanno visto il loro reddito ridursi fino a scomparire a causa della perdita del lavoro; e allora ci sorprende che il Commissario non abbia valutato questo problema. Perché crisi o non crisi non si può valutare una vittoria il fatto di essere i primi cittadini italiani ad ottenere un trattamento da parte dello Stato di netto inferiore alle precedenti catastrofi naturali.
Ma poi ci ha lasciato molto perplessi l’elogio fatto al lavoro della Regione perché, al di là dell’atteggiamento del Governo, sono tantissime le criticità sulle ordinanze scritte e firmate dal Commissario stesso.
Ci permettiamo di sollevare alcune delle problematiche man mano emerse:
·        Il fallimento delle politiche abitative a partire dalla mancate erogazione dei CAS fino ad arrivare al mancato reperimento delle case sfitte, tanto sbandierato a Giugno.  In particolare: a Mirandola non si è riusciti nemmeno ad utilizzare completamente il patrimonio ACER, lasciando parecchi appartamenti vuoti.
·        L’eccessiva burocrazia (altro che “tagliare i passaggi amministrativi”) che rende impossibile, o quasi, la compilazione della modulistica per accedere ai contributi
·        Il rimborso tramite credito d’imposta che taglia completamente fuori chi un reddito non l’ha più e che comunque solo in pochissimi casi può coprire l’effettivo costo delle ristrutturazioni
·        Il tariffario regionale stilato molto al ribasso (e su questo tutti i tecnici si trovano concordi) che porta il reale rimborso a circa il 50%, percentuale, che crolla nel caso di casolari di campagna di ampia metratura.
Su queste criticità, comunque parziali e di diretta responsabilità della regione, chiediamo ad Errani di venire nel cratere per chiarire questi punti in una assemblea pubblica con i cittadini. Perché se da un lato ci dispiace moltissimo che il Commissario venga nella bassa esclusivamente per tagliare dei nastri d’altra parte riteniamo opportuno avere delle risposte alle problematiche reali che viviamo quotidianamente.
Poiché, infine, riteniamo sia importante dare una dimostrazione di sostanziale unità di intenti tra cittadini ed Amministrazioni comunali, il Comitato Sisma.12 e il Comitato Popolare Mirandolese per la ricostruzione parteciperanno venerdì 30 alla fiaccolata  organizzata dal Comune di San Possidonio.
Comitato Popolare Mirandolese
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