Lunedì 17 dicembre alle 20:30 presso la casetta di via Pollastri (angolo via Pozzetti) a Mirandola, si terrà una serata informativa in presenza del commercialista A. Bergonzini, il quale ci spiegherà come mai, a causa dell’intricato dedalo delle ordinanze, NON sarà facile ottenere i contributi per la ricosstruzione.

Questa sarà un’ottima occasione per informarci e chiarire i nostri dubbi, grazie alle competenze messe a disposizione dall’esperto.

Vi aspettiamo numerosi!

DSC00098 coppiaSabato 15 dicembre i terremotati della Bassa, nonostante il freddo, sono scesi di nuovo in piazza con un sit-in davanti alla Prefettura di Modena, organizzato dal comitato Sisma.12 con l’appoggio del Comitato Popolare Mirandolese e attraversato da circa un centinaio di persone. Questa volta si è scelto di rivolgersi al Prefetto, in quanto rappresentante dello Stato nei territori, dato che i vari tentativi di dialogo con i sindaci del cratere non hanno sortito finora alcun risultato e che il Commissario Errani continua nei fatti ad essere incurante delle reali necessità dei cittadini colpiti dal sisma, nonostante le sue affermazioni di facciata.

I manifestanti hanno fatto recapitare al Prefetto una lista di dieci criticità, alle quali gli stessi cittadini pretendono sia data una risposta da parte delle istituzioni. Innanzitutto, come è emerso dai vari interventi fatti durante il sit-in, si ribadisce la richiesta di un indennizzo del 100% per i danni subiti dalle abitazioni in seguito al sisma. La casa è un diritto e lo Stato deve garantire che tutti i terremotati siano in grado di ricostruire la propria. Al contrario, quello che avverrà, in base a quanto emanato finora attraverso decreti e ordinanze, sarà l’anticipazione da parte delle banche del contributo statale, che nel migliore dei casi coprirà l’80% dei danni. Tuttavia, sono molti i cavilli ai quali lo Stato (o chi per lui) potrà appigliarsi per decidere che un cittadino non abbia diritto all’intero rimborso e ciò anche a causa dell’intricato labirinto burocratico che i richiedenti dovranno obbligatoriamente attraversare per accedere ai fondi. D’altra parte tanti terremotati non riusciranno a pagare quel 20% previsto come a carico delle loro tasche o finiranno inevitabilmente nella morsa di Equitalia, costretti a ricorrere ad un mutuo anticipato dalle banche e poi impossibilitati a saldarlo.

Inoltre, alla luce delle recenti decisioni prese dal Governo in merito alla mancata proroga del pagamento delle imposte da parte dei cittadini della Bassa, tra le istanze presentate al Prefetto c’è la richiesta di rinviare tale scadenza almeno a giugno 2013, viste le gravi ripercussioni che il prelievo fiscale avrebbe in questa fase sull’economia di quell’area.

Lo scenario che si preaunnuncia è dunque quello di un territorio che, abbandonato a sè stesso dallo Stato, sarà costretto a fronteggiare un pesante declino sociale ed economico. La gente ha cominciato a capirlo, ma trova ancora difficoltà ad organizzare il proprio malcontento. E’ per questo che proprio ora risulta fondamentale il ruolo dei comitati cittadini. Lo dimostra la stessa manifestazione di sabato, che ha già prodotto alcuni risultati positivi. Il Prefetto di Modena ha accettato di incontrare, la prossima settimana, i manifestanti presenti al sit-in per discutere i punti stilati nella lista a lui pervenuta.

Ma c’è di più. Martedì 18 dicembre in Regione verrà discussa la legge regionale (02/2012) in materia di ricostruzione, in cui si parla dei centri storici. Questa prevede che, se i proprietari di appartamenti nei centri storici dei comuni della Bassa non dovessero essere in grado di fare i lavori di ricostruzione, il Comune stesso avrebbe il diritto di sistemare tali case a proprie spese per poi rivenderle all’asta. Dunque, il proprietario originale perderebbe la propria casa, non potendo permettersi di aggiustarla!

A pensarci, sembra quasi incredibile che il Commissario Errani ignori così sfacciatamente il suo dovere di tutelare i cittadini della Bassa, in primo luogo sul diritto alla casa.

Eppure noi non ci arrendiamo e martedì saremo di nuovo in strada, insieme a Sisma.12, per far sentire la nostra voce al Consiglio regionale a Bologna, dove appunto si voterà la legge, e per chiedere un emendamento della stessa.

Ogni giorno appare più chiaro quanto debbano essere gli stessi cittadini terremotati a mobilitarsi per riappropiarsi del proprio futuro e per declinare il processo di ricostruzione del proprio territorio rispetto ai bisogni reali di chi lo abita.

Unitevi a noi, per ricostruire la Bassa dal basso!

Sit-in Prefettura Modena 1

Sit-in Prefettura Modena 2

Sabato 15 dicembre ore 15 Sit-in in Prefettura a Modena!

Per i diritti dei terremotati, per ricostruire la Bassa!

Facciamo sentire le nostre voci!!!

Martedì, 11 dicembre, nella casetta di via Pozzetti (angolo via Pollastri),

il Comitato Popolare Mirandolese incontrerà il Coordinamento NO CISPADANA per ripercorrere le tappe del progetto che prevede la costruzione dell’ennesima “grande opera”, mettendone in risalto l’inutilità, le varie speculazioni ad essa interconnesse e, in particolare, il collegamento con la fase della ricostruzione nella Bassa.

L’incontro avrà inizio alle 20:30.

Vi aspettiamo numerosi, conoscerete quello che i giornali non dicono!

Comitato Popolare Mirandolese

monti_errani1E’ continuato anche al Senato il teatrino sul rinvio del pagamento delle tasse nelle zone colpite dal sisma: tutto come previsto!

Ma andiamo con ordine. Dopo il voto alla Camera abbiamo assistito allo stesso iter pure al Senato, con un esito più che scontato: il 16 dicembre aziende e dipendenti dovranno restituire allo Stato le imposte,  sospese dopo il terremoto, in un’unica soluzione.

Qualcuno si era illuso che dopo il voto in commissione, che aveva introdotto emendamenti favorevoli ai terremotati, qualche cosa potesse cambiare; ma come già avvenuto alla Camera, il Governo ha cancellato queste norme mettendo la fiducia sul maxi-emendamento, con il conseguente voto favorevole del Parlamento. E anche in questo caso i parlamentari emiliani non hanno dato il loro voto di fiducia, sebbene con una lieve differenza rispetto alla votazione precedente. Infatti, se alla Camera avevano votato contrariamente, al Senato si sono limitati all’astensione, ben consapevoli però che la fiducia sarebbe stata votata a larga maggioranza.

La novità è l’inserimento di Errani nel teatrino delle parti. Il super-Commissario, dopo aver pronunciato (la scorsa settimana) parole pesanti contro la linea politica che il Governo sta tenendo nei confronti delle aree terremotate, questo lunedì ha incontrato Monti ed ha strappato un “grosso” risultato: l’istituzione di una commissione che dovrà valutare misure… che forse un domani verranno applicate! Intanto, il dato di fatto rimane che entro il 16 dicembre tutti dovranno pagare e solo alcuni (circa un migliaio) potranno usufruire di un prestito bancario per dilazionare in 6 mesi il pagamento.

Dunque, quello a cui stiamo assistendo è un vero e proprio teatrino messo in piedi sulle spalle dei terremotati, fatto di tante parole ma di pochi fatti (anzi nessuno!). Ora tantissime imprese, artigiani e lavoratori dipendenti si troveranno in enorme difficoltà, dovendo restituire soldi che non hanno a causa dei mancati introiti o delle spese sostenute per mettere in sicurezza case e capannoni. E ovviamente chi non paga sarà segnalato ad Equitalia con le conseguenze che tutti conosciamo. Senza dubbio un bel modo per far ripartire l’Emilia!

Ma la cosa più sconcertante è il tentativo di buona parte del PD e del PdL locali di passare come paladini dei terremotati proponendo emendamenti che tanto sarebbero stati bocciati dal Governo oppure astenendosi da un voto di fiducia comunque scontato. Tutto come previsto, in quanto Monti ha fatto capire più di una volta che gli servono i soldi degli emiliani per chiudere il bilancio dello Stato. E da qua si capisce tutta questa fretta di riscuotere le tasse entro fine anno! Ma riteniamo ridicole e propagandistiche le posizioni espresse da soliti noti politici emiliani, in quanto costoro e i loro partiti sono i sostenitori di un Governo che guarda solo ai conti ed hanno la responsabilità di aver votato a favore del Fiscal Compact e del “pareggio di bilancio in costituzione”, norme che “autorizzano” il Governo a prendere i soldi dall’Emilia. In altre parole, da un lato si finge di porgere una mano ai terremotati (con una gran puzza di campagna elettorale…) mentre dall’altro si votano tutte le norme che ci hanno portato in questa situazione.

E allora le chiacchiere stanno a zero, siamo ormai stanchi di tutte queste promesse, ed è ora che i vari Parlamentari, Sindaci e pure il Commissario Errani facciano una scelta: o stanno dalla parte dei cittadini che dovrebbero rappresentare o scelgono di stare con il Governo Monti, perché ormai è chiaro che non si possa più tenere il piede in due scarpe!

Ma noi non ci fermiamo e dopo il grande risultato del corteo del 24 novembre a Mirandola torneremo nelle strade e nelle piazze per pretendere ciò che ci vogliono togliere, dalle tasse al 100% dei risarcimenti per la ricostruzione. Ormai abbiamo capito che l’unica strada è la mobilitazione, in quanto nessuno rappresenta più i nostri interessi!

Oggi 1 dicembre dalle ore 15:00 si terrà l’inaugurazione della sede del Comitato Popolare Mirandolese nella casetta di via Pollastri (angolo via Pozzetti) a Mirandola.

Alle ore 16:30 verrà presentato il progetto Gruppo di Acquisto Solidale (GAS).

A seguire buffet…

Vi aspettiamo!

Comitato Popolare Mirandolese

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390177_298448140272180_772002773_nLa manifestazione di sabato 24 Novembre a Mirandola ha visto la partecipazione di tantissimi cittadini/e che hanno deciso di scendere in strada, a 6 mesi dal sisma, per rivendicare i propri diritti e per accendere i riflettori sulla ricostruzione che ancora sembra un miraggio.
Ci riteniamo molto soddisfatti della mobilitazione sia per quanto riguarda la partecipazione sia per i contenuti espressi da quel corteo; un lavoro di costruzione lungo alcuni mesi che ci ha visto girare per molti comuni del cratere per soddisfare il bisogno dei cittadini di essere informati sulle tante ombre del post-sisma.
A fronte della grande partecipazione di cittadini il dato c’è stata la totale assenza  delle Istituzioni, che hanno deciso di non prendere parte alla manifestazione. In particolare ci vogliamo soffermare sulla mancata presenza dei sindaci, in quanto riteniamo grave che in piazza ci fossero i terremotati ma non i loro rappresentanti che hanno perso un’ottima occasione per riavvicinarsi al territorio dopo mesi che hanno marcato, con le dovute differenze, un progressivo allontanamento delle Istituzioni dai problemi reali che si vivono nel cratere. Poi ci ha lasciato ulteriormente esterrefatti la volontà di non rilasciare dichiarazioni sulla manifestazione, facendo finta che nulla sia accaduto, proseguendo quindi con quel clima di silenzio mediatico che ha purtroppo caratterizzato questi mesi.
Credevamo che, dopo la conferenza stampa congiunta di venerdì 23 Novembre in cui, per la prima volta,  i nostri rappresentati hanno ufficialmente messo in discussione gli ordini governativi, la naturale conseguenza fosse la loro partecipazione al corteo per dimostrare la vicinanza alla propria gente. Certo, la conferenza stampa dei Sindaci ci ha lasciato un po’ perplessi sia per le rivendicazioni espresse che riteniamo decisamente parziali (soprattutto la non-richiesta  del 100%) sia per il fatto che la conclusione sia stata l’auspicio dell’accoglimento di emendamenti migliorativi al senato. Insomma, non  vorremmo dover leggere questa operazione come un tentativo di ammorbidire il malcontento che si vive nella bassa, anche in ottica elettorale.
Chi invece ha preso parola è stato il Commissario Errani (tramite le interviste di questi giorni) che ha elogiato il proprio operato e, di fatto, sposato la linea del Governo. In particolare riteniamo inaccettabile il ragionamento per cui dovremmo accontentarci dell’80% del rimborso in quanto ottimo risultato, in tempo di crisi; risultato  che rende impossibile per molti accedere alla ricostruzione in quanto non in grado di anticipare quel teorico 20% rimanente.
Purtroppo in questo territorio, già colpito duramente dalla crisi, tantissime famiglie hanno dovuto sostenere spese molto alte per la fase di emergenza e molti altri hanno visto il loro reddito ridursi fino a scomparire a causa della perdita del lavoro; e allora ci sorprende che il Commissario non abbia valutato questo problema. Perché crisi o non crisi non si può valutare una vittoria il fatto di essere i primi cittadini italiani ad ottenere un trattamento da parte dello Stato di netto inferiore alle precedenti catastrofi naturali.
Ma poi ci ha lasciato molto perplessi l’elogio fatto al lavoro della Regione perché, al di là dell’atteggiamento del Governo, sono tantissime le criticità sulle ordinanze scritte e firmate dal Commissario stesso.
Ci permettiamo di sollevare alcune delle problematiche man mano emerse:
·        Il fallimento delle politiche abitative a partire dalla mancate erogazione dei CAS fino ad arrivare al mancato reperimento delle case sfitte, tanto sbandierato a Giugno.  In particolare: a Mirandola non si è riusciti nemmeno ad utilizzare completamente il patrimonio ACER, lasciando parecchi appartamenti vuoti.
·        L’eccessiva burocrazia (altro che “tagliare i passaggi amministrativi”) che rende impossibile, o quasi, la compilazione della modulistica per accedere ai contributi
·        Il rimborso tramite credito d’imposta che taglia completamente fuori chi un reddito non l’ha più e che comunque solo in pochissimi casi può coprire l’effettivo costo delle ristrutturazioni
·        Il tariffario regionale stilato molto al ribasso (e su questo tutti i tecnici si trovano concordi) che porta il reale rimborso a circa il 50%, percentuale, che crolla nel caso di casolari di campagna di ampia metratura.
Su queste criticità, comunque parziali e di diretta responsabilità della regione, chiediamo ad Errani di venire nel cratere per chiarire questi punti in una assemblea pubblica con i cittadini. Perché se da un lato ci dispiace moltissimo che il Commissario venga nella bassa esclusivamente per tagliare dei nastri d’altra parte riteniamo opportuno avere delle risposte alle problematiche reali che viviamo quotidianamente.
Poiché, infine, riteniamo sia importante dare una dimostrazione di sostanziale unità di intenti tra cittadini ed Amministrazioni comunali, il Comitato Sisma.12 e il Comitato Popolare Mirandolese per la ricostruzione parteciperanno venerdì 30 alla fiaccolata  organizzata dal Comune di San Possidonio.
Comitato Popolare Mirandolese
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